Vigneto, tutti i benefici delle matrici organiche

Il settore agricolo, e in particolare quello vitivinicolo, si trova oggi ad affrontare una congiuntura di sfide critiche determinate principalmente dal cambiamento climatico e dall’intensificazione delle pressioni antropiche sul territorio. Tali dinamiche hanno reso impellente la necessità di ripensare le pratiche agronomiche in chiave sostenibile e conservativa. In questo contesto, il Progetto M.Or.Vi.S.A., sviluppato da un Gruppo Operativo (GO) che include centri di ricerca, enti di formazione e importanti imprese agricole, si pone come una risposta concreta e innovativa, finalizzata a coniugare redditività della produzione e tutela ambientale.
L’innovazione promossa dal progetto nasce dalla consapevolezza di un duplice e grave problema strutturale. In primo luogo, i suoli coltivati, a livello regionale, mostrano un progressivo e preoccupante declino della salute e della produttività, con oltre il 50% dei terreni classificati come poveri di sostanza organica (SO). Questo degrado è accelerato dall’incremento delle temperature, che contribuisce alla decomposizione e alla mineralizzazione della sostanza organica, riducendo la capacità del suolo di stoccare carbonio (C) e rendendolo, in alcuni casi, una fonte di emissioni anziché un bacino di assorbimento.
Per compensare la perdita di fertilità e garantire standard produttivi adeguati si è fatto ricorso ad un uso intensivo di fertilizzanti sintetici. Tale pratica, oltre ad essere gravata dall’attuale crisi energetica e dall’aumento dei costi delle materie prime, rappresenta una seria minaccia per l’ambiente, rimodellando negativamente l’aspetto microbiologico e umico-minerale del suolo, portando a una progressiva perdita di fertilità e all’accumulo di sostanze inquinanti nelle falde.
In secondo luogo, la viticoltura si scontra ormai da oltre un decennio con estati siccitose e torride. La risorsa idrica, preziosa e non scontata, diviene sempre più contesa, mentre il fabbisogno idrico della vite raggiunge il suo apice in concomitanza con la minima disponibilità di acqua. Un prolungato stress idrico può compromettere significativamente la qualità dell’uva e l’intera produzione, rendendo la gestione efficiente dell’acqua una priorità non più procrastinabile per la sostenibilità del settore.
L’obiettivo generale del progetto M.Or.Vi.S.A. consiste nell’implementare e diffondere ai produttori vitivinicoli tecniche innovative di gestione del suolo basate sull’applicazione di nuove matrici organiche ammendanti: il compost, il biochar e la loro miscela (CB mix).
Queste matrici rappresentano un pilastro fondamentale dell’economia circolare, poiché sono ottenute dalla valorizzazione di sottoprodotti e scarti della filiera agro-alimentare, con particolare attenzione a quelli derivanti dal settore vitivinicolo stesso.
Compost: Fertilità e Sostanza Organica
Il compost, ottenuto dalla decomposizione e umificazione della sostanza organica per effetto della flora microbica, è un ammendante di alta qualità che apporta sostanza organica umificata ai terreni. La sua applicazione contrasta la perdita di fertilità e offre benefici molteplici, come la riduzione dell’utilizzo di fertilizzanti di sintesi, grazie all’apporto di elementi nutritivi in forma organica a lento rilascio. Un altro beneficio è il miglioramento delle proprietà fisiche del suolo, che facilita le lavorazioni, riduce le emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle operazioni meccaniche e diminuisce la necessità di irrigazione grazie all’aumento della capacità di ritenzione idrica.
Biochar: Sequestro di Carbonio e Gestione Idrica
Il biochar è una matrice solida e altamente porosa, ricca di carbonio (80-90%), prodotta attraverso la pirolisi della biomassa in assenza o scarsa presenza di ossigeno. La sua inclusione tra gli ammendanti ammessi in agricoltura è stata di recente approvazione.
Il suo impatto più significativo è legato alla mitigazione dei cambiamenti climatici, in quanto il carbonio che lo compone è altamente stabile e può rimanere confinato nel suolo per un periodo stimato da centinaia a migliaia di anni. Questo lo rende uno strumento efficace per il sequestro del carbonio. Ad esempio, una tonnellata di biochar, al netto dei fattori di gestione, può corrispondere al sequestro effettivo di 1,5-3,0 tonnellate di CO2.
Oltre a fungere da carbon sink, il biochar apporta benefici diretti al suolo, migliorandone la qualità complessiva, aumentando la capacità di trattenere l’umidità e favorendo l’attività di funghi e microrbanismi utili. Il suo impiego consente di mantenere apprezzabili livelli produttivi riducendo, al contempo, gli apporti di fertilizzanti chimici.
Le attività del progetto M.Or.Vi.S.A. sono orientate alla dimostrazione pratica e alla validazione scientifica dell’efficacia di queste matrici. L’attività di ricerca specifica è focalizzata su una valutazione a 360 gradi degli effetti indotti dall’applicazione di compost e biochar su suolo, vite e vino, e sulla valutazione del bilancio delle emissioni di CO2 nei vigneti trattati. Un focus specifico è dedicato all’applicazione del biochar per la gestione sostenibile della risorsa idrica.
L’adozione delle innovative tecniche agronomiche proposte garantisce un approccio conservativo all’ecosistema viticolo, con ricadute concrete in termini di sostenibilità ambientale ed anche economica.
L’ambiente viene rispettato grazie all’innovazione che consente di limitare i rilasci di inquinanti, tutelare la biodiversità del suolo e incrementare lo stoccaggio di CO2. Questo approccio contribuisce a una viticoltura capace di adattarsi e contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici in atto.
La sostenibilità economica è invece garantita dalle soluzioni proposte, che offrono una risposta concreta alle imprese, apportando tangibili riscontri in termini di redditività e garantendo adeguati livelli quali-quantitativi della produzione, essenziali per la competitività del settore.
Divulgazione, formazione e inclusione sociale
Il progetto non si limita alla sperimentazione, ma pone un forte accento sulla diffusione dei risultati, in linea con gli obiettivi del Partenariato Europeo per l’Innovazione (PEI).
Sono previsti corsi di formazione e consulenza tecnica per gli operatori, atti a supportare l’individuazione delle matrici più idonee e le modalità di applicazione più appropriate, in particolare per il risparmio idrico.
Un aspetto collaterale ma significativo è rappresentato dall’inclusione sociale: il progetto prevede attività pratiche e lezioni presso il “Vigneto Solidale” che coinvolgono l’Associazione il Ventaglio di ORAV, finalizzate all’integrazione di persone che vivono in situazioni di disagio, disabilità o emarginazione.
Un’ampia ricaduta sul comparto
Essendo il Gruppo Operativo composto anche da grandi realtà del settore, che rappresentano oltre l’80% della produzione vitivinicola emiliano-romagnola, i risultati ottenuti avranno una pronta e ampia ricaduta sull’intero comparto.
In sintesi, il Progetto M.Or.Vi.S.A. incarna un modello di ricerca applicata che traduce l’esigenza di conservazione del suolo e della risorsa idrica in pratiche agronomiche innovative e replicabili. L’applicazione di compost e biochar non rappresenta solo una scelta tecnica, ma un imperativo etico ed economico che rafforza la sostenibilità e la resilienza della filiera vitivinicola, assicurando che le risorse siano preservate per le generazioni future.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito del CoPSR 2023-2027 – Tipo di intervento SRG01 “Sostegno ai Gruppi Operativi PEI AGRI” – OS5. Il progetto è finanziato dal FEASR 2023-2027 – Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale – Progetto “Applicazione di matrici organiche innovative (compost e biochar) per la gestione sostenibile ed efficiente del suolo e della risorsa idrica in vigneto – M.OR.VI.SA”.
