Dire, fare, brindare: a Vinitaly otto vignaioli visionari

In anni decisamente sfidanti per il vino italiano, caratterizzati da incertezze e rallentamenti del mercato, c’è anche chi sceglie di andare controcorrente, realizzando progetti ambiziosi che guardano al futuro con consapevolezza e ottimismo, ingredienti fondamentali per chi preferisce tracciare una rotta invece di farsi trasportare dalla burrasca.
A Vinitaly 2026 vi proponiamo otto storie di vignaioli e imprenditori che hanno una visione e la stanno realizzando in modo concreto attraverso nuovi vini e progetti inediti.
Vi invitiamo a passare ai loro stand per approfondirle e degustare insieme a loro i vini più rappresentativi. Di seguito una breve preview.
I Clivi (Corno di Rosazzo, Udine)
Padiglione 6, Friuli, stand 73
Si scrive Craoretto, si legge Kraoretto. E’ la frazione di Prepotto in cui Mario Zanusso ha acquistato una nuova vigna destinata alla produzione di vini da vitigni internazionali. La nuova linea i Klivi sarà presentata a Vinitaly con le prime tre bottiglie: Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc. Nella linea classica de i Clivi, dove trovano spazio solo vini autoctoni, la novità è il Verduzzo “Il secco”, che debutta in anteprima a Verona. Mentre nella sede aziendale sta per aprire un b&b dedicato a chi vuole rigenerarsi in mezzo alla natura.
Azienda agricola Fiorano (Cossignano, Ascoli Piceno)
Padiglione 8, Area Fivi, D8/D9, desk 10
Crisi dei vini rossi? Non per Paola Massi e Paolo Beretta, che con Fluente hanno dato vita a una versione di Montepulciano incentrata su piacevolezza e croccantezza che spopola tra i wine lover e ha conquistato le guide di settore (Top Wine-Vino Slow per Slow Wine 2026). Altre chicche da provare sono il pluripremiato Pecorino Donna Orgilla (Tre Bicchieri Gambero Rosso e Cinque Grappoli Bibenda) e il Gallo Otto, blend di Montepulciano e Syrah prodotto insieme al vicino di podere Elio (e le storie tese).
Fattoria Moretto (Castelvetro, Modena)
Padiglione 8, stand E2 (Piccoli, indipendenti, sinceri)
E’ più di un Lambrusco, è Grasparossa di collina. Quello di Fattoria Moretto è un Lambrusco che si “eleva” dai terreni limo-argillosi dal Monte Barello, unica sottozona riconosciuta della Doc, grazie a vinificazioni che puntano all’eccellenza e all’espressività territoriale. Lo dimostrano i “cru” Canova e Monovitigno e il Semprebon (Tre Bicchieri 2026), da qualche mese proposti anche nella nuova enoteca di Fattoria Moretto inaugurata nel cuore di Castelvetro.
La Staffa (Staffolo, Ancona)
Padiglione 8, stand E2 (Piccoli, indipendenti, sinceri)
Riccardo Baldi non conosce sosta. L’ex “golden boy” del Verdicchio (Intravino, 2013) ed “enfant prodige di Staffolo” (Slow Food, 2017), miglior produttore italiano under 35 ai Food&Wine Italia Awards 2021, oggi è un riferimento assoluto nei Castelli di Jesi. Mentre è in dirittura d’arrivo la nuova cantina con un’ampia area per l’ospitalità, a Vinitaly focus sulle due riserve di Verdicchio Rincrocca (Tre Bicchieri Gambero Rosso, Top Wine Slow Wine, Cinque Grappoli Bibenda, Quattro Viti AIS) e Selva di Sotto, cru che nasce dal vigneto più alto di Staffolo.
Cantina La Ciocca (Carpaneto Piacentino, Piacenza)
Padiglione C, area Micro Mega Wine, stand 204
Nuove generazioni e nuove visioni sui Colli Piacentini. Gloria ed Elisa Campana, nate a cavallo del Duemila, seguendo le orme del nonno e del padre hanno deciso di prendere in mano le redini dell’azienda agricola di famiglia, dandole una forte impronta personale: rispetto della natura, produzioni artigianali, enoturismo, vini di grande piacevolezza. A Vinitaly presentano i loro vini del cuore, tutte vinificazioni in purezza, e i picnic in vigna, format con cui da tre anni hanno aperto la loro vigna a incontri, degustazioni, musica, arte, artigianato e relazioni di valore.
Mossi 1558 (Ziano Piacentino, Piacenza)
Padiglione 1, Emilia-Romagna, stand A 14
Dopo l’anteprima dello scorso anno, ecco le tre nuove linee della cantina guidata da Marco Profumo: i “vini del territorio”, i “cru” e “15-58 vini del futuro”. Quest’ultima, dedicata alla reinterpretazione originale di vitigni classici mirata a cambiarne il destino, propone come primo vino Ruggente, spumante metodo classico da uve Barbera. La riorganizzazione dei vini di una delle più antiche cantine d’Italia è andata di pari passo con il rinnovo dell’intera area produttiva e la recente inaugurazione della nuova area hospitality con sala degustazione, enoteca, negozio, sala meeting, giardino e corte esterna.
Tenuta Casali (Mercato Saraceno, Forlì-Cesena)
Padiglione 1, Emilia-Romagna, stand C1-B2
Da qualche tempo quella che con i suoi vini di terroir è una delle più premiate cantine della Romagna sta investendo sullo sviluppo enoturistico della Valle del Savio. Dopo aver inaugurato un circuito in tre tappe (9 km) per gli amanti del trekking e della bicicletta, Tenuta Casali ha avviato una collaborazione con le strutture ricettive del territorio per impreziosire la loro proposta con quella che è la storica vocazione di Mercato Saraceno. Da assaggiare allo stand il Famoso, originario di Mercato Saraceno, e le interpretazioni di Sangiovese, vino di riferimento della cantina.
La Sabbiona (Faenza, Ravenna)
Padiglione 1, Emilia Romagna, stand C1-B2
La vigna più vecchia di Faenza, il recupero certosino di filari dimenticati e una storia di 1.100 anni fa che racconta di una donna straordinaria e dell’amore per la sua terra: ecco gli ingredienti di Aica, nuovo vino-racconto firmato da Mauro Altini. Il nome del Romagna Doc Sangiovese Oriolo Riserva 2022 è quello della figlia del castellano di Oriolo dei Fichi Aghinolfo, che nel 925 d.C. riuscì a difendere il possedimento dalle mire predatorie della Chiesa. Vinificato in acciaio, è un’espressione purissima del terroir di Oriolo di Fichi, che ritorna cristallino anche in un altro vino bandiera, il Centesimino.
Per info e appuntamenti: info@italianelbicchiere.it – t. 3381274770 (Luca Casadei)
