Domenica 1 marzo in scena i Lòm a Mêrz alla Torre di Oriolo

I grani antichi della Romagna, patrimonio agricolo e culturale di biodiversità che racconta in modo unico il legame tra un territorio e le tradizioni gastronomiche dei suoi abitanti, saranno il filo conduttore dell’edizione 2026 dei “Lòm a Mêrz”. La festa popolare con cui, sotto la preziosa egida del gruppo “Il lavoro dei contadini”, la Romagna saluta l’arrivo della primavera tornerà puntuale domenica 1 marzo alla Torre di Oriolo. Come di consueto gli antichi riti agresti, la natura e i sapori tipici locali saranno protagonisti di una giornata dedicata alle tradizioni più autentiche della campagna faentina.
Alle ore 10.30 si apriranno le porte del parco panoramico ai piedi del fortilizio medievale, dove dalle 12 fino alle 21.30 un punto ristoro proporrà specialità della tradizione romagnola a base dei prodotti delle aziende agricole della zona. Sarà disponibili in degustazione e in vendita prodotti da forno fatti con le farine dei grani antichi prodotti a Oriolo, cuore di impasti e alimenti di qualità che nascono da un’agricoltura sostenibile.
Dalle ore 11 sarà possibile visitare la Torre di Oriolo, al cui interno sarà ospitata l’esposizione “I miei dinosauri, uno sguardo libero sul mondo” dell’artista Marko Palma, e la casa museo, dove la mostra “Le coperte dei buoi” a cura della Stamperia Pascucci di Gambettola offrirà uno spaccato originale delle tele stampate che venivano usate in passato per vestire gli animali a festa.
Alla stessa ora partirà la passeggiata guidata alla scoperta delle erbe spontanee commestibili: insieme a Luciana Mazzotti i partecipanti impareranno a conoscere le piante e i fiori edibili di inizio primavera e scopriranno alcuni loro impieghi in cucina.
Nel pomeriggio, alle ore 14, aspettando l’inizio ufficiale della rassegna Artè, sarà inaugurata l’installazione artistica site specific di Lisa Martignoni realizzata in occasione della settima edizione di “Sorelle Festival” presso la Torre di Oriolo. L’opera, ispirata a una figura mitologica, rappresenta un personaggio femminile legato alla tradizione locale e alla protezione simbolica della torre.
Alle ore 15 si apriranno le porte del vicino Giardino della Scultura di Ivo Sassi (via san Biagio Antico 20), inserito tra le case e gli studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna, per una visita guidata di un’ora alle oltre quaranta sculture di grandi dimensioni che rientrano nel circuito del Museo all’Aperto della città di Faenza: per info e prenotazioni, tel. 3483601354.
Come sempre nel parco della Torre di Oriolo non mancheranno i giochi popolari della tradizione romagnola adatti a tutta la famiglia, mentre alle ore 17 inizierà il concerto di Banda Vinaccia, complessino rustico e amabile legato al territorio ma con uno sguardo che sbircia verso terre lontane attraverso la musica di violini, chitarre, ottoni, mandolini e banjo.
L’atmosfera magica dei Lòm a Mêrz inizierà a riempire l’aria alle ore 17.45 con il calar del sole; alle ore 18 sarà acceso il grande falò nel quale saranno bruciati simbolicamente, insieme a rami secchi e resti delle potature, i freddi e le fatiche dell’inverno, invocando con il tradizionale scongiuro propiziatorio una primavera benevola per la campagna. Attorno al fuoco, scaldati dalle fiamme e da un goloso brulè, andranno in scena canti e balli della tradizione romagnola.
La manifestazione si concluderà alle ore 22. In caso di maltempo l’evento sarà replicato domenica 8 marzo con lo stesso programma.
