La recensione – Lambrusco in fabula

Un lungo viaggio sulle tracce del Lambrusco, dalla grotta di Virgilio ai romanzi del XXI secolo, scoprendo l’evoluzione di un vino che nel corso di numerosi secoli ha bagnato spoglie tavole di campagna e nobili banchetti, arrivando ad affascinare premi Nobel del calibro di Giosué Carducci e Grazia Deledda e a unire e divire menti, cuori e palati senza sosta. Il libro Lambrusco in fabula – Storia letteraria di un vino colto e contadino (Wingsbert House by Aliberti, 2025) di Enrico Zucchi propone un’indagine appassionata e appassionante, tanto attenta quanto imparziale, attraverso fonti non solo di tipo enologico ma di carattere “latamente letterarie” come viene annunciato all’inizio dell’opera.
L’autore, ricercatore all’Università di Padova e docente di Letteratura Italiana nel corso di Turismo Culturale, tiene anche il Laboratorio di Tecniche Narrative per la Gastronomia nel corso di Scienze e Culture della Gastronomia. Con piglio divulgativo, ritmo incalzante e lessico puntuale, Zucchi ripercorre le vicissitudini letterarie ed enologiche del Lambrusco, oggetto culturale dalle molteplici interpretazioni oltre che bevanda incline a un’inevitabile evoluzione gustativa.
Da vino rustico e selvatico, già collocato a cavallo tra Emilia e Lombardia, nell’area in cui ancora oggi viene prodotto, a partire dal Settecento il Lambrusco inizia a essere apprezzato per la sua freschezza salutare. Se l’Ottocento lo celebra secondo le forme della retorica del locus amoenus in contrapposizione ai principi regolatori dell’uomo, è nel passaggio tra XVIII e XIX secolo che diventa icona delle terre in cui viene coltivato e dello spirito dei suoi abitanti. Un percorso, si badi bene, nient’affatto lineare e privo di giravolte e contraddizioni, ma che, sapientemente osservato alla giusta distanza, riesce a rendere con precisione e scorrevolezza l’evoluzione di un vino e del mondo che gli ruota attorno.
Lambrusco in fabula si presenta così una lettura piacevole e interessante sotto più punti di vista. Un volume consigliabile tanto a chi ama il buon bere e non placa la propria sete di conoscenza con una sola bottiglia quanto a chi, quando sente parlare di Sorbara, Grasparossa, ecc. ragiona per slogan, contrapposizioni ideologiche e banali semplificazioni purché sia disposto ad ascoltare aprendo occhi, orecchie e mente.
Una scrittura dotta e al tempo stesso capace di risultare sempre piacevole e facile da seguire è l’arma segreta dell’autore per condurre tra le pagine anche chi appassionato di vino non è. Niente tecnicismi, nessuna affermazione incontrovertibile, zero tracce di letture precostituite. Parlano le storie, le persone, le diverse visioni che a poco a poco restituiscono una complessità che chiede di essere accolta, ammirata e compresa nella sua multiforme natura prima ancora che essere etichettata per essere poi riposta distrattamente su uno scaffale.
Insomma, un ottimo esempio di quel tipo di comunicazione di cui il mondo del vino in questi tempi ha estremamente bisogno, ma che fatica dannatamente a trovare.

Lambrusco in fabula
Storia letteraria di un vino colto e contadino
WINGSBERT HOUSE by Aliberti, 2025.
Pagg. 206, Prezzo: 18,90 €
