Vitigni resistenti e meno chimica: la sfida sostenibile del progetto CO.VI.RES

La viticoltura è uno dei settori più coinvolti nella transizione verso un sistema agroalimentare più sostenibile, a causa dell’elevato impiego di fungicidi, nonostante la superficie relativamente limitata che occupa a livello europeo. A questo, si aggiungono le sfide sempre più pressanti legate al cambiamento climatico, alla scarsità idrica e all’impatto ambientale delle pratiche agricole, che rendono necessario ripensare i modelli produttivi. In questo contesto si inserisce il progetto CO.VI.RES, avviato nel 2024 e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, con l’obiettivo di valutare e promuovere l’impiego di vitigni resistenti alle principali malattie fungine, noti come PIWI.

Il progetto coordinato da Ri.Nova vede la collaborazione di 11 aziende agricole dell’Emilia-Romagna, tra cui alcune cooperative vitivinicole di primaria importanza: Caviro, Terre Cevico, Cantine Riunite & CIV e altre realtà produttive del territorio.  Quello che si propone di fare è raccogliere dati scientifici e tecnici sulle performance agronomiche ed enologiche di queste nuove varietà. I vitigni PIWI sono ottenuti attraverso incroci tradizionali tra Vitis vinifera e specie naturalmente resistenti, supportati da tecniche di selezione assistita da marcatori molecolari (MAS), che consentono di combinare qualità enologica e resistenza ai patogeni. L’obiettivo è fornire informazioni oggettive utili a supportarne l’autorizzazione e la diffusione nella viticoltura regionale.

Uno degli assi portanti di CO.VI.RES è lo sviluppo di strategie di gestione del vigneto più sostenibili, che riducano significativamente il ricorso ai trattamenti fitosanitari e agli input chimici di sintesi. Le varietà resistenti, infatti, permettono una drastica diminuzione dei trattamenti contro patogeni come peronospora e oidio, con benefici diretti in termini di riduzione dell’impatto ambientale, delle emissioni e dei costi di gestione. Su questa base, il progetto sperimenta anche pratiche agronomiche innovative finalizzate a migliorare la gestione delle risorse naturali, in particolare suolo e acqua.

I primi risultati

Nel corso dell’annata 2025, le varietà resistenti sono state trattate 4 volte con prodotti fungicidi, mentre le varietà tradizionali e gli incroci IASMA ECO, che non presentano resistenza verso oidio e peronospora, ma sono tolleranti nei confronti della botrite, hanno subito 13 trattamenti del medesimo tipo.

Tutte le varietà PIWI hanno mostrato un’ottima resistenza alla peronospora, e hanno manifestato la loro resistenza attraverso la circoscrizione dei tessuti colpiti dal fungo.

Per quanto riguarda l’oidio, la risposta è stata più variabile: alcune varietà hanno mostrato una bassa suscettibilità alla malattia, grazie alla loro combinazione di caratteri di resistenza e di tolleranza. Altre varietà hanno manifestato sintomi su grappolo che, seppur circoscritti, implicano la necessità di attenzionare maggiormente l’oidio nelle prossime annate, effettuando un trattamento aggiuntivo in prossimità dell’inizio della maturazione delle uve (da metà a fine luglio).

Tutte le varietà PIWI monitorate hanno mostrato un decorso fenologico simile alle varietà tradizionali, fino al momento dell’invaiatura delle uve, quando alcune varietà PIWI hanno manifestato un inizio dei processi di maturazione anticipato rispetto a Merlot, Pinot Grigio e Pinot Bianco, monitorati come varietà Testimone. L’anticipo dell’invaiatura per le varietà PIWI più precoci non ha comunque superato i 10 giorni.

Dall’invaiatura alla maturazione, sono stati misurati il contenuto in zuccheri delle uve (quindi il loro grado alcolico potenziale) e l’acidità totale, costituita prevalentemente da acido tartarico, acido malico e acido citrico.

Come esempio, si mostra la curva di maturazione della varietà PIWI Charvir, a confronto con la varietà Testimone Pinot Bianco.

Per quanto riguarda gli aspetti enologici, le varietà PIWI non hanno manifestato problemi nel corso delle vinificazioni e nella maggior parte dei casi i mosti ottenuti presentavano una concentrazione di Azoto Prontamente Assimilabile, ossia il nutrimento fondamentale per i lieviti oltre allo zucchero, maggiore rispetto alle varietà Testimone, rendendo meno necessario il ricorso a additivi azotati durante la fermentazione.

All’analisi sensoriale, ciascun vino presentava un profilo sensoriale unico: alcuni vini bianchi si sono contraddistinti per un’aromaticità spiccata e tipica, come il Soreli, particolarmente agrumato, e lo IASMA ECO 3, tipicamente moscato; relativamente ai vini rossi, è stata generalmente rilevata una colorazione molto intensa e un profilo olfattivo caratterizzato da aromi fruttati e speziati.

Per l’annata 2026, si prevede inoltre di vinificare le uve di varietà PIWI già autorizzate in Emilia-Romagna, secondo protocolli di vinificazione volti ad esaltare le potenzialità sensoriali di ciascun vitigno: ad esempio, sarà realizzata una vinificazione secondo metodo classico della varietà Souvignier Gris, che si caratterizza per un’ottima conservazione dell’acidità delle uve. La varietà rossa Merlot Khorus, particolarmente idonea alla produzione di vini rossi da invecchiamento, sarà vinificata e affinata a contatto con il legno, per arricchirne il profilo olfattivo ed esaltarne la struttura gustativa.

Con conclusione prevista a settembre 2027, CO.VI.RES si configura quindi come un’iniziativa articolata e multidisciplinare, capace di coniugare ricerca, sperimentazione e applicazione pratica, con l’obiettivo di accompagnare la viticoltura dell’Emilia-Romagna verso modelli più sostenibili, resilienti e inclusivi.

Un ulteriore elemento chiave è rappresentato dall’analisi della domanda potenziale di mercato dei vini ottenuti da vitigni PIWI. Nonostante i vantaggi ambientali ed economici, questi prodotti sono ancora poco conosciuti dai consumatori; per questo il progetto intende individuare strategie efficaci di comunicazione, commercializzazione e posizionamento, in un contesto vitivinicolo sempre più attento alla sostenibilità e alle preferenze del pubblico.

L’iniziativa è realizzata nell’ambito del CoPSR 2023-2027 – Tipo di intervento SRG01 “Sostegno ai Gruppi Operativi PEI AGRI” – OS2. Il progetto è finanziato dal FEASR 2023-2027 – Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale – Progetto “Innovative varietà resistenti internazionali (PIWI) per una vitivinicoltura competitiva e altamente sostenibile – CO.VI.RES”.